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Il Counseling di fronte alla paura degli adolescenti

Il Counseling di fronte alla paura degli adolescenti

«È meraviglioso osservare il momento in cui ragazzi intuiscono l'importanza di accettarsi e di perdonarsi gli immancabili limiti, iniziando a percepire l'amore, l’ascolto e l'accoglienza come risorse fondamentali per acquisire un vero benessere. Tale consapevolezza si concretizza in sentimenti, atteggiamenti e comportamenti nuovi ed è proprio il Centro Ascolto, con le sue caratteristiche uniche, il luogo privilegiato dove poter realizzare tale obiettivo».

(Chiara Cesaro e Anna Filippini, da “Amore, Ascolto, Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi”, Il valore del femminile, Delta Comunicazione, anno 2015, pag. 89)

 

Tra le emozioni prevalenti che gli adolescenti esternano con noi adulti troviamo molto spesso la PAURA, un’emozione irruenta che pervade mente e corpo, generando reazioni e azioni che i ragazzi possono far fatica a controllare. La Paura, come le altre emozioni, ci informa e ci dà la forza per risolvere un problema o per prendere le distanze dalla situazione. Provoca un'intensa reazione chimica nel corpo che, attivando il sistema simpatico, lo prepara ad agire producendo adrenalina. In Occidente viviamo in una società che è sempre più allergica alla paura. I nostri spazi pubblici sono pieni di telecamere di sorveglianza e sui mezzi di trasporto passano continui avvisi a prestare attenzione a questo e a quello, ma queste insistenti esortazioni a ridurre i rischi possono aumentare l’ansia e modificare la nostra soglia di percezione del pericolo. Ci viene continuamente ricordato quali sono i nostri punti vulnerabili e per questo possiamo diventare più suscettibili, sulla difensiva, in generale più spaventati. I ragazzi spaventati provano spesso ad allontanare queste emozioni, cercando di non riconoscerle e non attraversarle, ma è importante comunicare loro quanto la Paura sia invece un avvertimento prezioso che ci aiuta di fronte ad una situazione percepita come minacciosa.

"Un bambino libero di parlare a cui venga data la possibilità di poter affrontare i brutti pensieri che lo turbano, tramutandoli in un’occasione di crescita serena ed equilibrata, sarà probabilmente un adulto più felice e meno problematico domani."

(Chiara Cesaro e Anna Filippini, da “Amore, Ascolto, Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi”, Il valore del femminile, Delta Comunicazione, anno 2015, pag. 85)

Il ruolo del Counselor con i ragazzi di fronte alla paura è quello di sostenerli nel comprendere che la paura può essere una grande alleata e può salvarci da pericoli mortali, che non è nostra nemica se la riconosciamo e l’accettiamo e che, se ne parliamo con qualcuno, la sua carica negativa si riduce fino a poterne vedere le potenzialità. I ragazzi che imparano a riconoscere e conoscere le proprie emozioni hanno infatti l’opportunità di sperimentare una fonte inesauribile di energia: la motivazione, che li spinge a scoprirsi e a fare esperienze, aumentando la loro autostima. Nell’ascoltare il loro vissuto, il Counselor può sorprendersi ogni volta dell’estrema capacità dei ragazzi di riconoscere e di descrivere le emozioni provate in modo molto accurato e può scoprire che, se facilitati nella comunicazione, essi sono in grado di trovare da soli una soluzione creativa ai loro problemi. Il potere del Counseling è proprio in questa “magia”: un buon counselor attiva nell’altro la capacità di contattare le risorse disponibili dentro di lui, a cui può attingere per risolvere un problema e raggiungere uno stato di benessere che prima sembrava impossibile.

Svolgere l’attività di Counselor significa di mettersi alla prova ogni giorno, cercando la via migliore per sostenere se stessi e gli altri per affrontare le sfide quotidiane, per vivere una vita fatta di emozioni e azioni sane e confrontarsi con il brutto e il bello dell’esistenza senza esserne travolti. Lavorare con i più giovani significa insegnare tutto questo anche a loro: insegnare a fidarsi delle proprie emozioni, a riconoscere i propri limiti, ad accettare il fallimento, a non giudicare gli altri e prima di tutto a non giudicare se stessi. È importante inoltre trasmettere anche ai più giovani l’importanza di “stare dentro”, piuttosto che proiettarsi verso l’esterno, verso il fare cose spasmodicamente. Anche se a volte potrebbe essere spiacevole o scomodo viaggiare nel proprio mondo interiore, è importante comunicare loro l’importanza di ascoltarsi e di stare con quello che hanno dentro di loro, per aiutarli a riconoscersi. Il compito del counselor è far capire agli adolescenti che non sono soli e che noi adulti siamo qui per sostenere questo cammino alla scoperta di loro stessi. In fondo ogni Eroe nel suo viaggio ha sempre un aiutante o un saggio che gli rivela e mette in luce le sue potenzialità e la sua capacità di affrontare ogni difficoltà, così come ogni paura, sostenendolo verso un “saper evolvere” che gli permette ogni giorno di scoprire i propri nuovi e inaspettati talenti.

 

Erika Marrafino

Professional Counselor e Responsabile didattico della scuola.